sabato 10 ottobre 2015

(de) SIDEROPENIA

"dal sintomo al simbolo" www.medicinadeisignificati.it 

mancanza di ferro? forse non ti sei mai fatto alcune domande...

Perché usare il de+ablativo per parlare di un problema tanto comune? non certo per il gusto un po' retrò e maniacale dell'usare le lingue antiche (cosa che peraltro stimolo nella conoscenza). Ma lo vediamo subito. E cerco di sintetizzare, baipassando la lettura chimico-fisica del problema..

Il ferro è certo l'elemento che più qualifica la nostra esistenza in termini umani: permette la respirazione cellulare, in quanto consente all'emoglobina di "agganciare" l'ossigeno.. Inoltre segnala la “fratellanza” e complementarietà del regno animale con quello vegetale, di cui il primo ha assoluto bisogno per la sopravvivenza sul pianeta: non solo il colore “rosso”, simbolo del SANGUE e, quindi, dell’UMANO è, nell’alchimia occidentale, quello che rappresenta l’iniziazione, il momento in cui finalmente l’essere si apre ad una nuova consapevolezza (fase al nero, fase al bianco, fase al rosso) ed è complementare al verde.
Da un punto di vista più chimico-organico, clorofilla ed emoglobina sono le molecole complesse che contraddistinguono i due “regni”, animale e vegetale, e sono soprattutto molto simili fra loro: la principale differenza tra queste è che al centro della molecola di clorofilla c’è il magnesio, mentre nell’emoglobina troviamo il ferro. Per merito di questa somiglianza chimica (che è anche COMPLEMENTARIETA’, poiché il rosso e il verde sono colori che, uniti, danno il bianco), la clorofilla è in grado di aumentare l’ossigenazione delle cellule ed è quindi benefica in caso di anemia.

Ma non è qui che voglio andare a parare, almeno per quanto concerne la Medicina dei Significati, della quale mi occupo al fine di “allargare” (nonché allenare) una certa visione del mondo..
Saper infatti ampliare il proprio orizzonte, non solo percettivo ma di “significato”, vuol dire imparare a “vedere in trasparenza”, per cogliere una sostanza (ciò che sub-stat, che sta sotto) di primo acchito non-visibile delle cose stesse. Ciò che io chiamo, appunto, il SIGNIFICATO, ovvero il SEME generativo il quale, pur non svelandosi nell’immediato, lascia impronta di sé, lascia il suo “nome” (SEM, in ebraico, che significa anche ESSENZA, osso, ossatura, NOME) impresso nelle cose.

Torniamo al ferro, magari CHIEDENDOCI COSA lega tra loro parole così diverse come sideremia e siderurgia.. Le STELLE (lat. sidera) sembrano qui essere il denominatore comune, in quanto il ferro era, all’inizio, appunto di origine meteorica. Metallo pregiato, come rivelano gli antichi poemi omerici 1.

Tuttavia, in greco antico, prima di significare ferro, il termine SIDEROS significava SPADA, ARMA, poi, per estensione semantica, è finito per abbracciare l’idea di FORZA, DUREZZA, e finanche CRUDELTA’ (a questo proposito il colore rosso riporta a Marte, dio della guerra, forse non a caso legato al mondo dell’Umano. Ma qui occorrerebbe una distinzione più precisa 2..) Comunque, la cosiddetta età del ferro, racconta sicuramente di una evoluzione del mondo umano, rispetto a quella precedente.

Da qui l’aggancio al “ferro che dà forza” è immediato.. Senza di esso nel sangue, nella giusta proporzione, il corpo fisico denuncia debolezza, pallore (il ferro è rosso! abbiamo detto sopra), anemia (anche se la mancanza di ferro, pur essendone spesso sinonimo, non è di questo problema l’unica causa).

Il binomio FERRO-FORZA: ecco il link su cui mi preme portare l’attenzione.


Che venga davvero dalle stelle, questa FORZA?


QUELLA forza, che è necessaria all’umano per camminare nel groviglio della vita: per incedere nel BOSCO della vita, luogo oscuro fintanto che non sia SOLARIZZATO dalla consapevolezza.
Ora, QUELLA forza, deve poter dunque “scendere in noi”, proprio come fa il ferro sidereo quando scende sulla terra, illuminandone le notti più buie.

Ma non dimentichiamo che il ferro si estrae, oggi, anche e soprattutto DALLA TERRA: terra e cielo, infatti (forse è questo che sussurra la tradizione??), si raccolgono nel nostro sangue, nel nostro cuore.

Tutto il nostro piano di esistenza si esprime in polarità; naturale che l’uomo esemplifichi questa stessa proprio attraverso la sua “natura conflittuale” da cui forse, l’“obiettivo unificante” o ri-unificante la polarità stessa, sotteso fra i SIGNIFICATI più profondi del nostro esistere3 (coniunctio oppositorum, hieros gamos, il matrimonio sacro di cui parlano le tradizioni).

Noi, ora, per non farci passivi fruitori dell’universo, sia in termini fisici che di consapevolezza, dobbiamo essere in grado di “tirarla giù”, dal cielo, QUESTA forza!

In altre parole: se cominciassimo a pensare davvero che noi siamo i primi artefici della nostra vita e della nostra realtà, ecco che la FORZA/FERRO, in primo luogo dobbiamo darcela noi! o far di tutto per riattivarla..

Questo il più delle volte è quanto la sideropenia ci segnala! Almeno per permettere a quella “esteriore”, rappresentata dall’elemento chimico, di poter “incarnare”, diciamo così, quella più interiore e profonda..


Continuare a pretendere di “infilare qualcosa da fuori” nel nostro sistema, è UNO dei modi di vedere le cose.. ma certo non ci responsabilizza a dovere. Sarà un caso che questo ferro, nella biochimica umana, è così difficile da assimilare, quando introdotto da “fuori”?

Come possiamo pretendere che l’universo ci dia la possibilità di fruire di noi stessi se noi stessi, appunto, siamo i primi a negarci lo “spazio sacro” in cui manifestare ciò che siamo??

Ferro è OSSIGENO o, meglio, possibilità di respiro. RESPIRARE è “LEGITTIMARE A SE STESSI” il proprio spazio sacro, quello dei BISOGNI interiori, l’OSSIGENO INTERIORE che, una civiltà troppo materialista con la fisima del “produrre”, non ci permette di concederci..

Io invito sempre le persone che mi seguono nei percorsi di consapevolezza o nei corsi, a “sostituire il verbo DEVO col verbo POSSO”: e già l’orizzonte si trasforma! L’Io ridiventa ARTEFICE e non vittima che subisce.. e via dicendo. E’ chiaro che non è facile, però… POTREBBE esserlo, più di quanto credo, o diventarlo!

Proviamo dunque a interrogarci sulle nostre priorità: molto facilmente scopriremo che, al di là di quelle imprescindibili, ne esiste tutta una serie che viene messa in pol position solo perché “si usa” farlo, non certo perché lo richiede..
Portare i bambini al cinema o alla festa è cosa sacrosanta (soprattutto come ogni promessa rivolta a loro) ma è un vero bisogno? Non è che magari riesco a salvare capra e cavoli, con l’aiuto di qualcuno, soprattutto se la cosa coincide col mio compleanno e per l’ennesima volta finisce che mi nego ciò che (una certa cultura) mi fa considerare come SUPERFLUO?

Attenzione allora: la domanda fondamentale è “quanto MI LEGITTIMO” la possibilità di ascolto dei miei bisogni? non solo quelli materiali che la cultura patriarcale mi ha educato a considerare quasi come gli unici sulla terra.. E’ un cambiamento di prospettiva, lo so. Ed è questo ciò per cui “lavoro”.

Allora, per concludere, torniamo alle stelle: DE-SIDERA, poiché - forse - è da lì che veniamo. Forse ci dobbiamo pure tornare. E se, per rafforzare questo FERRO, che è ben altro rispetto a quello conosciuto o è quanto meno SUO COMPLEMENTARE.. cominciassimo a de-SIDERARE o semplicemente “desiderare”, fortemente, intensamente, totalmente e incessantemente di far nostro CIO’ CHE SIAMO, che “siamo venuti (e tenuti) a essere”??

Cominciamo a INTERROGARCI un po’, a CHIEDERCI IL PERCHE’ delle cose, anziché perpetuare il non-capisco-ma-mi-adeguo… Può essere che scopriremo la nostra CAPACITA’ DI VOLERE, di DESIDERARE, non evocando (che è troppo debole come immagine) ma letteralmente e potentemente INSPIRANDO (cioè incarnando) quella forza, “tirandola giu’” dalle stelle: così essa sub-stanzierà le nostre vite, nutrendole di significato.

La storia non finisce qui, ovvio… non finisce mai in realtà, e forse non è neppure cominciata!
Diciamo che è una lunga storia. Lunga ma APPASSIONANTE!! E’ la NOSTRA storia…
E’, forse, la storia del nostro FERRO INTERIORE, quello che dà forza al nostro DESIDERIO poiché - non dimentichiamolo - è lui che QUI CI HA CHIAMATO: siamo tutti figli di un grande desiderio..

Purtroppo sì, è lama a doppio taglio: necessaria ad attraversare l’intreccio, spesso spinoso e all’apparenza inestricabile, delle nostre vite. Concedersi ad essa senza la consapevolezza di quale sia la sua potenza è pericoloso: nello stesso modo in cui, il cammino dell’umano nel mondo della polarità, del dubbio e dell’attrito, sicuramente lo è, più di una beata e INCONSAPEVOLE permanenza in un limbo dorato dove ancora nulla nasce, o nell’EDEN, morbido e silenzioso, dove ancora il saggio serpente non ha fatto la sua comparsa..




domenica 21 giugno 2015

San Giovanni e il Solstizio d'Estate: la celebrazione del Frutto Nascosto

 


Col solstizio d'estate, inizia l'inspiro della terra..

Fino a questo momento, nel corso del suo grande respiro che dura per tutto il ciclo dell'anno, la terra ha "espresso" nella natura tutta la sua energia e la sua forza. Ha "espirato" se stessa nel mondo facendo, a questo, dono di sé: le foglie sono cresciute sugli alberi, le spighe di grano nel campo, insieme ai colori e ai profumi di frutti e fiori. E' il tempo in cui Demetra, risorgendo dagli inferi, ritrova la Madre e si rinnova fra loro il rito dell'originaria unione.

L'energia tende verso il cielo, la forza centrifuga predomina: le forze solari maschili portano voglia di movimento, aumenta l'entropia e il desiderio di danzare, liberando lo spirito dalla pesante gravità del resto dell'anno...
Per questo è difficile concentrarsi e studiare, rimanere in casa o seduti in meditazione.. La finestra sul cielo è aperta e l'anima vola verso di esso. Sarà un caso che proprio in tempo di solstizio (sia estivo che invernale) si faccia vacanza? Forse per solidarietà con il sole che, si dice, anch'esso "stia" in questo periodo, ossia si "fermi" a riposare un po'?!? Sol-stat, il sole si ferma, o così pare, almeno..

Ma ora il ciclo si inverte: la terra inizia ad inspirare, come richiamando in sé ciò che essa stessa ha creato, o "proiettato" fuori come nuova vita. A piccolissimi passi, al momento ancora impercettibili, l'energia inizia ora a ritirarsi, dall'alto al basso, dall'esterno verso l'interno, gradualmente, verso il centro, o verso il cuore e raggiungerà questo culmine nel pieno dell'inverno.
Per noi è l'inizio dell'estate.. in realtà essa ha già raggiunto la sua massima espressione. Ma ben sappiamo: lo zenit è transitorio così come sottile è il confine che separa la crescita dal declino, il buio dalla luce, il solve dal coagula.

"Il maschile, giunto al suo zenith, fa ora spazio alle forze lunari e notturne: è il femminile che si prende in carico ora il compito di continuare il cammino, portando il seme a maturazione. Il maschile, giunto al culmine della sua espressione, pur prevalendo ancora nel gioco, lascia gradualmente il passo al femminile notturno, sostenendolo nella sua crescita. Questo intrecciarsi consapevole delle forze, nella comprensione che matura in entrambi i ruoli, necessari l'uno al compimento dell'altro, è il miracolo più grande della danza della vita, il miracolo che porterà alla maturazione del frutto. E tale maturazione, al momento ancora "nascosta" o incompresa nella sua reale essenza, si compirà quando il "declino" parrà imporsi e dominare." 

 
Il Corso dell'Anno come cammino di iniziazione di Loredana Filippi, in http://medicinadeisignificati.it/c.a.6_sangiovanni.htm









domenica 14 giugno 2015

BENEDIZIONE AI FIGLI




Ascolta figlia mia, figlio mio,
voglio dirti una cosa molto importante.

Ti chiedo di ascoltarmi attentamente.

Oggi io voglio darti la mia BENEDIZIONE.


Io (nome genitore), ti benedico!

E’ il mio desiderio profondo che tu possa esprimere la tua essenza.
Non imitarmi, non essermi fedele, non seguire i mie errori 
e le mie carenze, sii fedele a te stessa, 
tu, adesso, sei libera.

Fa che la tua vita sia più grande e piena della mia, 
scopri chi sei, 
io sarò con te SEMPRE
 in ogni sbaglio ed in ogni successo, 
il mio amore sarà con te 
indipendentemente dalle tue scelte, 
e dalla mia approvazione, 
permetti a te stessa di sbagliare, 
permetti a te stessa di cadere, 
non avere paura di deludere, impara dagli errori, 
gli sbagli sono importanti lezioni di volo, 
io ti amerò 
indipendentemente dei tuoi fallimenti o trionfi,

amo te non quello che fai o non fai.

Accogli ciò che sei con amore e accettazione.
Ti amo profondamente e sono fiducioso 
che troverai la tua strada!

Ti dono la mia benedizione 
affinchè tu sia quello che che desideri essere.

Ti chiedo perdono 
dal profondo del mio cuore 
per tutto quello che non ho potuto darti, 
per le mie mancanze.

Ti amo.









alla domanda se la "Medicina dei Significati" non è che una revisione della metamedicina...


 La Medicina dei Significati non è un nuovo modo di definire la metamedicina, né più né meno che quanto la metamedicina non lo sia di altre ricerche sul tema.
Conosco la Rainville e, sinceramente, non ne sposo tutti i presupposti. Comunque, la differenza principale sta forse nel fatto che la Medicina dei Signifciati non indaga solo la causa nascosta della malattia ma si impegna nella sensibilizzazione a più ampio raggio (con intento educativo, dunque) ad una realtà ulteriore rispetto a quella dell'apparenza, della manifestazione o del "fàinomai"..
La ricerca del significato si pone ad ogni esperienza della nostra vita, almeno quando questa, non rimanendo passiva a se stessa, comincia a interrogarsi sulle cose. "Tì estìn?" (che cos'è?) insegnava Platone a damandarsi.. proprio come fanno i bambini, dinanzi alle cose più semplici e naturali..
Esempio: perché determinate festività dell'anno cadono proprio in questa e non in altra stagione? cosa c'è dietro? così posso decidere se rimanere inconsapevole fruitore di ciò che altri hanno deciso anche per me, oppure iniziare un cammino di ricerca di "senso", cercando - con una metafora che amo - di riappropriare "la scorza al nòcciolo delle cose"..

A differenza della metamedicina, questo approccio tenta di ricondursi al "significato" (della malattia come degli eventi della vita) facendo appello alle tradizioni più antiche che da millenni ci parlano di quanto gli organi del corpo umano siano, in realtà degli dèi; anche molto arrabbiati, oggi, come diceva James Hillman, perché non più riconosciuti..
Ecco Prometeo, le cui vicissitudini si fanno "archetipo" di quanto l'organo fagato, in noi, da sempre sussurra.. e grande corrispondenza si trova nella medicina energetica cinese. Oppure, in campo di simbolismo giudaico-cristiano oltre che ellenico (i fondamenti della nostra cultura) si parla di "significati" del corpo umano troppo spesso non còlti e considerati: eppure il "corpo" è così presente nell'antico come nel nuovo testamento.. basti pensare ai capelli dela Maddalena o ai piedi del cristo.. Portare la testa ai piedi: ecco il significato probabile di questo episodio, simbolico più che storico... Chiudere il cerchio lasciando che gli opposti si uniscano "dentro di noi", laddove risiede - per me - l'unica vera realtà.
Corpo è voce dell'inconscio, è vero, ma dell'inconscio collettivo prima che di quello personale, il quele da millenni ha assimilato e fatto suo (fino a livello cellulare) un linguaggio che rischia ora di andare perduto. Per far questo, è necessario uscire dal paradigma "orizzontale" della nostra realtà e innestare, in esso, una dimensione verticale, che diviene "verticalizzante" la nostra stessa coscienza.. Loredana Filippi

sabato 13 giugno 2015

La Medicina dei Significati come cammino di crescita verso una nuova visione della vita.







Il 18 maggio 2015 è nata la nostra Associazione Culturale, da un progetto nato già nel 2002.. Il nome è Medicina dei Significati e si fonda sulla convinzione originaria che nulla, almeno nel nostro "orizzonte degli eventi", avviene dettato dal caso. 

Sappiamo di remare contro l'opinione comune, e anche contro quanto il mondo delle apparenze sembra suggerire, ovunque si abbia a guardare: la convinzione che la vita "capita", cioè "cade" o "accade", quaggiù sulla terra e noi non possiamo che coglierne o accoglierne quanto ci accorda e propina. Se al momento ancora non siamo in grado di dimostrare che il "caso" (termine che deriva appunto dal "cadere" di qualcosa inaspettatamente e in luogo impreciso) veramente non esiste, tuttavia osiamo tener per certo (o per speranza) che esista un "significato profondo" che nutre la vita nelle sue manifestazioni più varie: né bello né buono, né brutto né cattivo, ma solo SIGNIFICANTE: cioè che "lascia un SEGNO" (lat: signum) e un'IMPRONTA.

Questo è dunque il nostro assioma: al di là di qualunque teologismo (assolutamente non è nostro desiderio "religare" noi stessi ad alcun credo, ortodosso o non), semplicemente "sentiamo" che c'è un INVISIBILE, una dimensione ulteriore rispetto a quelle note (un 3D +1) che opera e crea, della quale noi e le nostre vite siamo figli e frutto, un "invisibile nascosto nel visibile" (in-vid, come dice la parola...) che tutti abbiamo la possibilità di interrogare e, soprattutto, col quale tutti possiamo interagire, a seconda del nostro grado di consapevolezza (anch'essa una questione legata al VEDERE, più o meno in profondità, o al di là dell'apparenza). Possiamo divenire CREATIVI, se non addirittura "creatori" della nostra vita e del nostro destino.

Inizialmente siamo partiti con l'interrogare la malattia: perché questo accade? perché proprio a me? Poi ci siamo accorti che dovevamo allargare l'orizzonte per contemplarne non solo il lato scomodo o "negativo" che dir si voglia (non siamo infatti più tanto convinti di questa semplicistica classificazione...) ma tutto l'"accadere" nel suo insieme.. In questo modo, "salute e malattia, così come buona e cattiva sorte, perdono ogni esclusiva connotazione di bene o di male per farsi indici o segnali lungo la strada".. così recitava uno dei nostri primi, allora audaci, volantini..

Ma occorre una precisazione: cercare non significa pretendere a tutti i costi di trovare una "risposta". Cercare significa, per noi, iniziare un cammino che è, appunto, un "cammino di senso", e di significato. Le risposte, dal nostro punto di vista, non hanno importanza: importa invece il meccanismo che esse mettono in moto.. facendo sì che non ci si abbia più ad accontentare, rimanendo vittime di un incompreso destino invece che "maestri delle cose", vittime delle loro inspiegate reazioni. 

Il "patologico", cioè quello che con evidenza de-vìa dal naturale cammino, si fa così grande maestro: cogliere il nesso che lega un determinato sintomo ad una certa modalità di sentire e vivere la vita (disagio o conflitto non consapevolizzato) mi permette di disincantare tutto il processo e di riconoscere una nuova via che lo stesso sintomo ("nella malattia è contenuta la medicina") mi va mostrando: è la direzione, il SENSO che, a questo punto, può generare il SIGNIFICATO.. Ecco  perché! dunque... questo dovevo comprendere, divenire, creare.. Ecco “dove” io devo andare!

E' una ricerca che c'è da sempre: il senso della vita mi apre alla possibilità di ricontattare il "senso della felicità".. Non è forse ciò che risponde all'antico monito: VAI VERSO TE STESSO! ( "Lek leka", nell'Antico Testamento)?


Al momento, noi abbiamo creato la nostra Associazione e desideriamo fare di tutto perché abbiano a beneficiarne più persone possibile, non solo coloro che, già dotati di una certa sensibilità-coscienza-cultura siano sensibili a queste tematiche ma tutti coloro che potrebbero, incontrandosi, aprirsi anch’essi ad un nuovo cammino.



venerdì 8 maggio 2015

Alzati e cammina!

a proposito di "significati" (e "significanti") dei luoghi corporei - ma è solo un'ipotesi, non so se qualche glottologo di passaggio me la può confermare... 

L'anca (fr. hanche, ingl hip, ted. hüfte, ebr. ירך), la cui articolazione è struttura portante del corpo umano, base (capovolta) dei due pilastri centrali (Yakim e Boaz) che si fondono nell'Uno del bacino (luogo "talamico" dell'unione/ri-unione, generativa di nuove realtà): potrebbe questo termine derivare dalla radice paleo-ebraica "ank" che significa "stare in verticale" e da cui deriva anche il termine "anokhi" che significa "Io"?
 

Curiosità: lat. ancus = signore, padrone, re ma anche (agg) "curvo"...

"Alzati e cammina", ovvero ergiti sulla forza delle tue "anche", che è la forza del'Io consapevole, che si "verticalizza" quando prende coscienza di sé... Nell'umano, l'anca è il luogo corporeo che permette la verticalizzazione fisica... quindi, permette di "entrare nell'ascolto", ovvero stare in equilibrio e in un atteggiamento tale per cui io possa pronunciare con tutta la mia forza l'"Io" che sono e che desidero essere.
  

Significativa è la ferita all'anca di Giacobbe, quando combatte tutta la notte con lo sconosciuto guerriero che si rivela poi essere un angelo.. Giacobbe combatte sulle rive del fiume che porta il suo stesso nome e mentre sta andando a combattere contro il fratello... (l'altra parte di sè che, non riconosciuta, lo rende ferito e "zoppo") 

(da Pensieri spensierati...)

mercoledì 29 aprile 2015

MIO FIGLIO



ti ho sognato, un giorno,
ed era come un quadro...
bellissimo, perfetto, 

come la gioia che mi dava.

Poi ero triste
perché capivo
che era solo un quadro.

Ma il quadro poi mi dice qualcosa:
voglio essere tuo…
ed io non credevo, non potevo credere
che lo volesse davvero.

Chi sono io, mi son detta?
Non sarò mai così brava…
non potrò mai disegnare così bene…
neppure pollicino mi vorrebbe…

Ora il quadro è lì, davanti a me…
E i suoi colori sono cangianti, a volte avvolti 
nell’ombra, a volte
splendenti come la luce… 

E ridono e piangono
proprio come faccio anch’io.

Quando mi avvicino, però,
si zittiscono, e tornano immobili,
di un solo colore che li illumina.

Allora scorgo luce e buio
nel loro gioco danzante,
nel loro cercarsi, per capire di sé.

E’ il mio quadro… lo amo.
Così com’è.



2014

giovedì 23 aprile 2015

UN DIO ABITA IN TE...


Occorre recuperare il "senso" o il significato della BELLEZZA delle cose ancorandolo al "cuore" che lo ha generato:
un cosa non è "bella" solo perchè mi piace, mi reca piacere, oppure "così, non so perché.." Questa è sterilità, fruizione inconsapevole di un motore che, invece, è potentissimo...


"La bellezza guarirà la nostra vita" disse qualcuno con sensata avvedutezza. Essa ha il potere di resintonizzare il mio animo sulle note della positività, fornisce l'ossigeno necessario al metabolismo dell'anima, e ben sappiamo quanto le "condizioni metereologiche interiori" siano determinanti anche nella vita di tutti i giorni...

La ricerca della Bellezza non è mai fine a se stessa: è il riflesso di una forza che ci abita, che ci costituisce e ci fonda. Riconoscere questo riflesso, coltivarlo, nella consapevolezza che esso è che l'ARPIONE (divino) che ci consente di ripescare il vero POTERE che abita le nostre profondità...

Quando una voce dentro di me dice "che bello questo, che bella questa cosa", in realtà sta contemplando un riflesso, un riflesso di sé, o di dio, forse. Meglio, del "dio che mi abita"; di quella parte di noi stessi che non riusciamo a vedere e della quale ci accorgiamo, appunto, grazie a qualcosa che ce lo ricorda o che l'ha "ripescata".

Usiamo il riflesso, dunque, con la consapevolezza che è ciò che ci permette di attingere ad una forza che ci appartiene... al potere di farci MAGNETICI verso la parte luminosa della vita, tornando a sintonizzarci sulla sua frequenza, poiché NOI siamo i veri CREATORI della stessa. 


Loredana Filippi





giovedì 18 dicembre 2014

Prometeo e l'obbligo al re-inizio...

questo blog è in fase di ri-organizzazione... abbiate pazienza!

Avvicinandoci al Solstizio Invernale, rievoco uno spunto di riflessione...


"...la legge d'evoluzione comporta una necessaria fase di involuzione preliminare, che sarebbe FALSO DEFINIRE PUNITIVA" (Annick de Souzenelle) l'evoluzione obbliga a ricostituirsi costantemente, a riconquistare se stessi... Inoltre: essa non procede mai in "linea retta"... Nel mito l'aquila, divorando il fegato di Prometeo, lo obbliga a ritornare sul suo "incompiuto", lo costringe a ricostituire se stesso, lo scostringe al "ricominciare", lo costringe al Ri-torno... al re-inizio che, come ogni inizio, si opera nel BUIO

mercoledì 10 dicembre 2014

superare l'"illusione ottica della coscienza"









Milano, 14 dicembre 2014:
"Sentire il corpo, scoprire le emozioni" Laboratorio di addestramento al contatto: per superare l'"illusione ottica della coscienza"..

Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo 'universo', una parte limitata nel tempo e nello spazio. Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.

 

http://medicinadeisignificati.it/corsi_sentire_il_corpo_scoprire_le_emozioni.htm

Il presepe: un MANDALA INIZIATICO...


Giuseppe è "quello che non-capisce".. e infatti ha quella faccia un po'... così, diciamo "dubbiosa", ma che protegge e custodisce l'evento. Soprattutto non capisce perché tra tutte le ragazzine che c'erano gli è capitata proprio quella "già promessa".
La Madonna, anche lei non capisce, ma intuisce...
E poi il Bambino, che SEI TU!
Tu sei il bambino, e sei anche Giuseppe, e sei anche la Madonna...

E il bue e l'asinello? Bé, quelli vengono direttamente dalla tradizione iniziatica egiziana, che Francesco aveva contattato e profondamente conosciuto..
Il bue rappresenta la dea Athor, propiziatrice dell'iniziazione; l'asinello, il dio Seth, che ne rappresenta invece il detrattore, "colui che pone gli ostacoli" e, così facendo, ne permette il compiersi. Nell'Iniziazione servono tutti e due! Il coraggio e la paura.. (Igor Sibaldi)

Sull'iniziazione, leggi anche:
 

martedì 25 novembre 2014

entrare in risonanza...

entrare in risonanza... ecco l'atto magico, che non dobbiamo "creare" ma dinanzi al quale solo occorre aprirsi! lasciarci "entrare nella risonanza".. il resto emana!

Contatto equivale a creare la "partecipazione vibratoria". Entrare nell'"
autopsicità", in cui, attraverso l'altro, vedi te stesso, il tuo Sè vibratorio..
Sentire il corpo, sentire il Tutto..





Frequentare l'ascolto per promuovere l'incontro:

tra il Corpo e la Mente, 
tra l'Io e l'Altro, 
tra il visibile e l'invisibile dell'essere

 Il corso fornisce il riconoscimento S.I.A.F. di 16 Crediti Formativi (ECP)


Sempre più vicini, e sempre più soli... Quindi "deboli" perché "separati"!








Contrastiamo il gioco di chi ci VUOLE rendere tali...


Che strana condizione quella dell'uomo di oggi... sempre più "solo", nonostante la "rete", nonostante il suo esser sempre reperibile e "collegato", appunto...  Viviamo ammassati gli uni gli altri nelle città, nei pullman urbani, sul maricapiede del metrò o in coda dinanzi ad uno sportello... Ma come viviamo? Io dico "avvolti da una pellicola di domopac": trasparente sì, ma isolante...

Ovviamente, il contatto, quello vero, può anche far paura poiché, in realtà, ci hanno educati a temerlo... Eppure è un grandissimo strumento terapeutico... base e fondamento di tanti altri "cammini".

Recuperiamo la confidenza con esso: per scoprire l'altro e tornare a camminar mano nella mano, non più diffidenti ma collaboranti e reciprocamente sostenenti.. Per riaprire la porta al migliore dei nostri amici: me stesso.

Altrimenti, facciamo il gioco di chi ci vuole TENERE SEPARATI e quindi sempre più DEBOLI, prevedibili, dominabili... Usciamo dall'illusione della separatezza e rafforziamo il nostro potenziale di unione e ri-unione - che è CONOSCENZA! Con noi stessi, innanzitutto! 



Sentire il corpo, scoprire le emozioni


Laboratorio di addestramento al "contatto"


Frequentare l'ascolto per promuovere l'incontro:

tra il Corpo e la Mente, 
tra l'Io e l'Altro, 
tra il visibile e l'invisibile dell'essere

 Il corso fornisce il riconoscimento S.I.A.F. di 16 Crediti Formativi (ECP)